VENERDI' SANTO - Processione dei Misteri

Il Venerdì Santo è caratterizzato dalla processione dei Misteri, organizzata dalla Confraternita di S. Antonio da Padova sin dal'anno 1716.
I Misteri a Martina Franca sono statue che rappresentano eventi della Passione di Cristo, dalla orazione nell'orto alla deposizione nel sepolcro, e il Venerdì Santo, vengono portati in processione per le viuzze della città.
I Misteri vennero realizzati nelle botteghe di Martina Franca, poco dopo la metà del 1800; valenti artigiani gareggiarono in stile ed espressività nella tipica arte locale. Gli arti ed il capo vennero direttamente scolpiti in blocchi di legno, mentre le vesti furono realizzate in spessa tela impregnata di colla che bloccava il movimento dei drappeggi. Quindi si procedeva all’ultima operazione che conferiva realismo alle opere: la pittura dei singoli personaggi e delle opere.
Sono in numero di otto:

- Cristo alle palme (nell'orto);
- Giuda:
- La flagellazione;
- Ecce Homo;
- La Veronica;
- Il Calvario (Crocifisso);
- Cristo Morto;
- L'Addolorata.

Del tutto particolare è la statua di Giuda (“Giòre”), che fino agli anni Trenta veniva presa a sassate, ma oggi non più.
La processione esce dalla Chiesa di S. Francesco d'Assisi ed è aperta dalla  Croce Penitenziale (“‘a crosce dìi Mistére”), una grande croce decorata con strumenti della Passione, che viene trasportata sulle spalle, in processione, da uno o più penitenti durante la Settimana Santa.

La grande Croce Penitenziale è affiancata da due troccole (“i turnàccule”) che risuonano il Venerdì Santo e rappresentano una presenza soprattutto spirituale, che rimuove qualsiasi connotazione folcloristica o museale. Costruite da artigiani locali volontari, vengono benedette e scosse dai confratelli, sensibili interpreti del patrimonio culturale e religioso di Martina Franca, che fanno risuonare i rintocchi di legno e ferro di questa campana del Venerdì Santo.
Tradizione cancellata era quella che durante la processione dei Misteri le statue si fermavano davanti ad ogni chiesa e un gruppo di fedeli cantava in latino-martinese lo “Stabat Mater Lacrimosa” con urla e pianti strazianti. Il rito si è protratto fino al 1983.


- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, sulla base di informazioni tratte dal web.
- Foto tratte dal sito "Martina News".


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